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Catechesi 2015 – Introduzione al Vangelo di Marco

[custom_headline type=”left” level=”h1″ looks_like=”h4″ accent=”true”]INTRODUZIONE AL VANGELO DI MARCO[/custom_headline]

Miei cari, leggiamo e meditiamo con fede la buona notizia di Gesù che Marco ci ha tramandato: impareremo a conoscere e ad amare di più il divin Maestro e ad accogliere con più fervore in noi e nella nostra vita il regno di Dio.

 

Il Vangelo che va sotto il nome di Marco si apre con que­sta frase programmatica: “Inizio del Vangelo (buona no­tizia) di Gesù Cristo, Figlio di Dio”.

In tutti i capitoli che seguiranno Marco dimostrerà que­sta affermazione. Alla fine del Vangelo, quando Gesù muore in cro­ce, l’ufficiale romano, un pagano, riconoscerà Gesù come il Figlio di Dio: “Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo morire in quel modo, disse: Veramente quest’uomo era il Figlio di Dio!” Questo tema appare anche al centro del Vangelo nella rivela­zione del battesimo e nella trasfigurazioneTu sei il mio Figlio di­letto, nel quale mi sono compiaciuto”.

La comunità cristiana di Marco professa questa fede in Gesù, Figlio di Dio, e sarà questa fede il centro del suo vangelo.

Marco è discepolo e segretario di Pietro, perciò anche il suo Vangelo rispecchia la predicazione dell’Apostolo come risulta dal confronto del Vangelo con la predica di Pietro a Cesarea Marittima, in cui Pietro elenca i quattro momenti fondamentali della missione di Gesù: l’attività di Gesù in Galilea, il viaggio a Gerusalemme, la passione, morte e risurrezione.

E’ chiaro che Marco non è un sem­plice registratore di ciò che predica Pietro, infatti struttura il suo Vange­lo con un fine ben preciso e profon­do. Dopo il battesimo e le tentazioni di Gesù nel deserto, egli descrive una giornata tipo di Gesù a Cafar­nao: predica al mattino nella sinago­ga, poi a casa per il pranzo; guari­gione della suocera di Pietro; alla sera risana tutti gli ammalati; poi Gesù si ritira a pregare nella notte in solitudine. Il racconto prosegue con l’episodio del lebbroso guarito e la serie di controversie tra Gesù e i rappresentanti dei giudei: scribi e farisei.

Poi viene la raccolta delle parabole incentrate tutte sul seme, a cui segue una serie di miracoli come prova dell’autorità dell’inse­gnamento del Maestro.

A questi fa seguito tutta una raccolta di detti e di fatti incen­trati sul pane, detta appunto sezione del pane“, incorniciata nei due miracoli della moltiplicazione del pane. Alla fine di ogni episodio si incontra la domanda da parte dei suoi nemici, o della gente o dei suoi stessi amici: “Chi è Gesù?

Al centro del Vangelo a Cesarea di Filippo, sarà egli stesso a parlare: “Chi dice la gente che io sia?” Dopo aver riferito le opinio­ni della gente, Pietro dice: Tu sei il Cristo“, cioè il Messia, inviato da Dio e da tutti atteso. Gesù ordina agli apostoli di tacere, perché il significato della sua missione lo si potrà comprendere solo alla fine del suo cammino che lo porterà a Gerusalemme, dopo la sua morte e risurrezione.

Da questo momento in poi Gesù prepara i suoi discepoli con una progressiva catechesi al suo destino doloroso e alla successiva glorificazione. Ai discepoli smarriti e impauriti da queste rivelazioni, Gesù impartisce loro la lezione sulla sequela del vero discepolo che deve seguire il Maestro fin sulla croce.

Il miracolo del cieco di Gerico è il miracolo che apre anche ai discepoli gli occhi della fede per camminare dietro al Maestro sulla strada che porta alla passione.

Seguendo Marco anche noi, oggi, scopriremo chi è Gesù e la nostra identità di discepoli: Gesù è il Figlio di Dio, rivelato da Dio stesso e riconosciu­to tale solo sotto la croce, perciò ogni discepolo lo conoscerà solo se saprà salire con lui sul cal­vario.

Questo Vangelo è il più breve, ma anche il primo ad essere stato scritto, su cui si sono modellati poi Luca e Matteo.

L’autore è quasi certamente quel Giovanni-Marco di cui parla­no gli Atti degli Apostoli. Si tratta di un discepolo di Gerusalemme, figlio di Maria, che ospita nella sua casa un gruppo di cristiani della prima chiesa. Forse è nella sua casa che Gesù celebra l’ultima cena.

Marco ha avuto una prima esperienza missionaria come aiu­tante di Paolo e Barnaba.

In un secondo tempo si è trasferito a Roma come collaborato­re e discepolo di Pietro. Scrisse il Vangelo a Roma subito dopo la morte di Pietro tra il 64-67.

Il tema che contraddistingue il vangelo di Marco è l’annuncio del regno di Dio, con il quale Giovanni prima e poi Gesù iniziano la loro missione. Il tempo delle promesse è arrivato alla sua pienezza. Ora Dio si è fatto vicino per instaurare la sua regalità.

Le condizioni richieste per entrare nel regno di Dio sono due: la conversione, cioè un radicale cambiamento di mentalità e di vita ed una fede incondi­zionata in colui che annuncia la buona no­tizia del regno di Dio: Gesù. Tutto ciò che Gesù di­rà e farà dopo servirà a dimostrare questa pre­senza del regno.

Le parabole raccontate da Gesù spiegheranno lo stile di Dio e l’avan­zare nel mondo del re­gno suo.

I miracoli invece testimonieranno la presenza e la vicinanza del regno. Contro le impazienze e la fretta di chi vuol accelerare la venuta e la manifestazione finale del regno, Gesù invita alla speranza e a fidarsi dell’azione di Dio. Di fronte all’annuncio del regno di Dio, gli uomini si dividono: gli scribi e i farisei sono refrattari, i di­scepoli accettano progressivamente il messaggio di Gesù e la sua persona. Chi è Gesù? E’ la domanda che si pongono tutti, avversari e amici. Solo se si entra nella logica della croce, cioè che il Figlio di Dio per salvare il mondo deve morire, si capirà chi è Gesù.

Il regno di Dio si realizza solo se qualcuno ha il coraggio di morire come il chicco di grano.

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TEMI DA APPROFONDIRE

  • Chi è Gesù per te?
  • Chi regna in te, Dio o la mentalità del mondo?