Catechesi 2015 – Introduzione al Vangelo di Marco
13 febbraio 2015
Catechesi 2015 – Vangelo di Marco, Capitolo 2
13 febbraio 2015
Mostra tutto

Catechesi 2015 – Vangelo di Marco, Capitolo 1

[custom_headline type=”left” level=”h1″ looks_like=”h4″ accent=”true”]Capitolo 1[/custom_headline]

Giovanni il Battista – Battesimo di Gesù – Le tentazioni – Gesù in Galilea: Chiamata dei primi discepoli e giornata-tipo a Cafarnao can guarigione di un indemoniato e un lebbroso.

 

“Inizio del Vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio”.

Già dal titolo, Marco, ci fa conoscere la sua intenzione di offrire ai cristiani della comunità di Roma una rac­colta dei detti e dei fatti della buona notizia (Vangelo) che Gesù, il mandato da Dio (Cristo), è venuto a portare al mondo.

Ogni gesto e parola del Signore è motivo di speranza e di gioia per l’umanità perché vede in lui la volontà di Dio di salvare l’uomo. Per questo motivo Dio manda un precursore, Giovanni il Battista a “preparare la strada” alla venuta del Salvatore.

“Io vi ho battezzati con acqua” per predisporvi nel segno alla conversione e al perdono dei peccati, ma quando verrà “il più forte di me al quale io non sono degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali, egli vi battezzerà con lo Spirito Santo“. Quello Spirito che aleggiando sulle acque ha vinto le forze del caos, met­tendo ordine nella creazione, ora rinnoverà gli uomini, distruggendo in loro le forze del male e donando loro un cuore nuovo.

Il tempo dei segni e delle promesse è finito, ora comincia con Cristo il tempo della realtà: “il regno di Dio è vicino” e presente. Cristo scende nel fiume Giordano e si mette in fila con i pec­catori bisognosi di conversione. Come Mosè al mar Rosso e come Giosuè al fiume Giordano prima che Israele entri nella terra promes­sa, Gesù si mette alla testa dei peccatori per una nuova Pasqua, un nuovo passaggio dalla schiavitù degli idoli: potere, ricchezze, piace­ri, intrighi, per portarli nella terra promessa del regno di Dio, che è regno di giustizia e di pace, di amore e servizio, di verità e solidarie­tà. Ora non più tutto il popolo, ma solo il rappresentante andrà nel deserto, per fare l’esperienza dell’amore e della vicinanza del padre che non l’abbandonerà mai come aveva detto il profeta Osea: “Lo attirerò a me, lo condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore“.

Con la forza e lo Spirito di Dio, Gesù comincia la sua missio­ne, annunciando la fine delle promesse; “il tempo è compiuto”, e la presenza salvifica di Dio in mezzo al mondo: “il regno di Dio è vicino”. Per entrarvi a far parte è necessario cambiare sistema e logica di vita non più ispirata al mondo, ma a Dio, perciò convertitevie abbiate un’immensa fiducia “nel Vangelo” e in Colui che l’annun­cia.

E’ in gioco la salvezza dell’uomo, e nessuno deve perdere quest’occasione offertagli da Dio perciò Gesù si sceglie dei collabo­ratori e continuatori della sua opera che portino la buona notizia a tutto il mondo: vi farò pescatori di uomini“.

Marco descrive ora una giornata-tipo di Gesù che ormai da Nazaret si è trasferito a Cafarnao dove abitano Pietro, Andrea, Gia­como e Giovanni. Di sabato va per la preghiera comunitaria alla sinagoga e qui libera un ossesso manifestando il suo potere divino e la liberazione della terra dal principe di questo mondo, per far posto alla signoria di Dio.

Lo stupore grande, per cui tutti si chiedono: “Chi è costui? Comanda perfino agli spiriti immondi e gli obbediscono!”. Poi ritor­na a casa per il pranzo, ma la suocera di Pietro è a letto con la feb­bre, Egli la guarisce “ed essa si mette a servirli”.

Essere guariti, salvati da Cristo, spinge al servizio e alla testi­monianza ai fratelli. Nessuno riceve un dono dal Signore per tener­selo gelosamente nascosto! Al tramonto del giorno di sabato, giunto l’obbligo del riposo festivo, tutti possono accorrere da lui per essere guariti. Verso il tar­di, partita la folla, finalmente può riposare un po’. Ma al mattino presto, quando ancora è buio, eccolo già in piedi per ritirarsi in un luogo desertoper pregare: per prendere l’ossigeno e respirare i pensieri, il cuore, la volontà di Dio. Sentiva il bisogno, anche Lui Dio, di verificare la sua azione alla luce del Padre, di ringraziarlo e di prendere nuovo vigore per continuare. Cristo sente forte il biso­gno di pregare, d’incontrarsi con il Padre, e l’uomo pensa di poterne fare a meno!

Si sente talmente soddisfatto dei suoi pensieri, dei suoi poveri e meschini sentimenti che non permette neanche a Dio di verificarli, né tanto meno di metterli in discussione.

La predicazione in Galilea è accompagnata dal successo e dal­l’affetto delle folle: Tutti ti cercano“. Ma Gesù non può accomo­darsi e fermarsi a compiacersi nell’idillio del fervore del popolo che lo cerca e lo segue. “Andiamocene altrove per i villaggi vicini, per­ché io predichi anche là, per questo infatti sono venuto! “.

Nel suo peregrinare da un luogo all’altro, incontra un lebbroso e lo guarisce, reinserendolo nella società da cui la malattia l’aveva separato. E nel regno di Dio non ci sono più separazioni di classe, di religione, ma tutti sono figli di Dio. L’unica separazione può deriva­re dalla lebbra del peccato, ma Cristo è venuto appunto per sconfig­gere e debellare il peccato.

Ordina al guarito di non dire niente a nessunodell’accadu­to, perché Gesù teme i facili entusiasmi e le deviazioni miracolisti­che intorno alla sua persona, tutte cose che potrebbero insidiare la sua missione che è quella di salvare il mondo con la croce.

Questo ordine di tacere Gesù lo ripeterà spesso dopo alcuni miracoli; è il cosiddetto segreto messianico“.

E’ un mistero, perché è difficile da accettare per noi uomini: l’unico miracolo con cui Cristo salverà il mondo sarà quello della sua morte e la sua risurrezione.

Qui, come altrove, le raccomandazioni di tacere, non servono a nulla, perché “quegli, allontanandosi cominciò a proclamare e a divulgare il fatto”.

[gap size=”20px”]

[line]

TEMI DA APPROFONDIRE

  • La preghiera: respiro di Dio e verifica della propria vi­ta
  • Sei stato battezzato nello Spirito Santo?
  • Credere in Gesù è credere al suo Vangelo: puoi dire tu di credere veramente?