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Catechesi 2015, Vangelo di Marco – Capitolo 13

Distruzione del Tempio e inizio dei dolori – La grande tribolazione – La venuta del Figlio dell’uomo – La parabola del fico – La vigilanza.

Il tema dominante di questo capitolo è quello della fine“, per questo si usa indicarlo col titolo di discorso escatologico o Piccola Apocalisse Sinotticaperchè è riferito concordemente da tutti e tre i Vangeli sinottici.

II discorso non è molto chiaro perchè l’annuncio della fine di Gerusalemme s’intreccia con quello della fine del mondo, per cui non sempre è facile e possibile distinguerli. Gesù rivolge questo discorso ai suoi discepoli, rispondendo ad una loro domanda. Non si può negare che, nonostante l’intreccio delle due fini, il discorso ha una certa continuità, disponendo i diversi brani con gradualità e logicità: l’inizio dei dolori, la grande tribolazione, la venuta del Figlio dell’uomo a cui fanno seguito alcuni avvertimenti pratici, dati sia attraverso la parabola del fico, sia con le successive esortazioni alla vigilanza.

Insomma tutto lo sconvolgimento progressivo della terra e del cielo è preludio alla venuta del Figlio dell’uomo che i discepoli debbono attendere con vigilante trepidazione per potersi salvare.

Dopo i lavori compiuti da Erode il Grande, il tempio era oggetto d’orgoglio e d’ammirazione da parte di tutti i giudei, perciò l’annuncio della sua distruzione crea dolore e stupore nei discepoli, i quali giustamente ne vogliono sapere di pìù: “Dicci: quando avverrà e quale sarà il segno di quando tutto questo sta per compiersi?”. Nella risposta di Gesù abbiamo sia un riferimento alla distruzione del tempio, sia alla fine del mondo. I discepoli devono stare attenti, perchè molti usurperanno il nome del Messia, presentandosi come salvatori, “badate che nessuno vi inganni“. Anche le lotte fratricide, i terremoti e le carestie sono elementi letterari per descrivere anche altrove l’approssimarsi della fine di tutte le cose e del giudizio.

Ma tutto questo sarà solo l’inizio delle prove e dei dolori.

Il discepolo sa che nel frattempo il suo compito è quello della testimonianza davanti ai sinedri, guidati dalla forza dello Spirito.

Gesù vuole in tutto questo discorso che i suoi discepoli non si spaventino, non abbiano paura e preoccupazioni di alcun genere. L’odio e le divisioni familiari, come quelle nazionali sono indice della corruzione morale, anche il discepolo ne subirà le conseguenze, “ma chi starà saldo fino alla fine, costui sarà salvato“.

“L’abominazione della desolazione” è una frase per esprimere l’orrore provato dai pii israeliti nel vedere profanato ciò che avevano di più caro nel loro culto. Forse si vuole alludere al momento in cui i pagani entreranno nel tempio per occuparlo e distruggerlo. Le raccomandazioni per quei giorni di dolore vogliono sottolineare la gravità e l’urgenza di correre ai ripari.

Solo la misericordia gratuita di Dio accorcerà quei giorni di dolore per amore dei santi che sono un po‘,nella società, i parafulmini che salvano dai giusti castighi di Dio. Nei tempi di crisi e di sconvolgimenti, molti approfitteranno della confusione per innalzarsi a salvatori e profeti: “Voi non credetegli“.

Dopo queste raccomandazioni a stare in guardia, il discorso riprende con espressioni caratteristiche dell’Apocalisse per esprimere la fine del vecchio mondo e l’avvento messianico, concepito come il sorgere di un mondo nuovo. Allora il Cristo apparirà “con potenza e gloria” per prendere possesso di ciò che gli appartiene. “i suoi eletti”.

La parabola del fico vuole affermare la certezza della venuta del regno di Dio come è certo l’approssimarsi dell’estate quando il fico ha messo le foglie.

Gesù afferma che il giorno e l’ora della fine del mondo non lo sa nessuno se non il Padre. Il compito dell’uomo è vivere con responsabilità il compito che Dio gli ha assegnato nella vita, con l’impegno di vigilare, di stare sempre desti perché in qualunque momento il padrone ritornerà, ci possa trovare svegli e al nostro posto. Non è importante sapere quando moriremo, importante è che la morte ci trovi vivi.

Questa raccomandazione sulla vigilanza era vissuta dalla prima comunità nell’ansiosa attesa del ritorno del Signore.

TEMI DA APPROFONDIRE

La vigilanza e la testimonianza nell’attesa della venuta del Signore.