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Catechesi 2015 – Vangelo di Marco: Capitolo 16

La risurrezione – Le apparizioni del Risorto a Maria Maddalena e ai discepoli – L’Ascensione.

 

L’evento della Risurrezione è un fatto cosi insolito, impensabile ed indescrivibile che gli autori del Vangelo neppure ci provano a descriverlo e a interpretarlo. Questo spiega perchè il racconto della Risurrezione scorra semplice, vivace e attento più a raccogliere le reazioni e gli atteggiamenti dei personaggi. La scena della tomba vuota serve a mostrare come la vicenda umana del Cristo non si è chiusa col solito sbarramento della tomba come avviene per tutti i mortali. La parola chiave di questo racconto è il verboè risorto”, posto subito dopo “crocifisso”. Colui che sembrava sconfitto, umiliato e morto, è proprio lui che è risorto, vincendo, glorificandosi e vivo per sempre.

La premura delle donne di compiere i riti della sepoltura dimostra chiaramente che quello che vedranno in seguito per loro era del tutto inatteso. Piuttosto si preoccupano di chi le potrebbe aiutare a far rotolare la pietra. Quale sorpresa, invece, nell’alzare gli occhi e vedere la pietra già rotolata.

Entrate, videro un giovane vestito di bianco, simbolo del carattere soprannaturale del messaggero. Il giovane rivela ancora la sua origine celeste rispondendo direttamente alle ansie segrete delle pie donne. Queste “si spaventarono”. Lo sgomento è una reazione spontanea dell’uomo quando viene a trovarsi in qualche modo davan­ti ad una grandezza che lo supera immensamente. Le donne erano giunte alla tomba con la persuasione di trovare il corpo insensibile di Gesù il Nazareno, da esse stesse visto appeso su una croce come un comune malfattore.

L’angelo capovolge totalmente i loro pensieri, annunciando loro semplicemente che quel medesimo Gesù “è risorto” come possono constatare con i loro stessi occhi che il posto è ormai vuoto.

Dopo aver visto e fatta esperienza, possono andare ad annunciarlo ai discepoli.

Le donne, che sole avevano avuto il coraggio di avvicinarsi al Crocifisso, sono anche le prime a ricevere il messaggio di Pasqua e insieme il compito di comunicarlo ai discepoli, sbandati per la paura e nascosti in qualche angolo segreto di Gerusalemme.

Ma le donne, prese alla sprovvista, quando si trovano davanti a quell’essere misterioso che con le sue parole vorrebbe illuminarle, anzicchè rassicurarsi e rallegrarsi, si spaventano e fuggono “e non dissero nulla a nessuno”.

Dal versetto nove in poi, quasi certamente, abbiamo la sintesi delle apparizioni di Gesù fatta da qualche autore successivo preoccupato di vedere il Vangelo di Marco terminare in modo brusco, senza alcuno accenno alle apparizioni di Gesù Risorto, presenti negli altri Vangeli.

La prima apparizione è a Maria Maddalena, poi ai due discepoli di Emmaus descritta così bene da Luca e infine agli apostoli mentre erano a tavola. L’intento di questi racconti è manifestare la difficoltà di credere da parte dei discepoli che non sono facili a credere a ciò che esce dalla loro esperienza personale e non si arrendono se non davanti all’evidenza dei fatti.

Il cammino nella fede è difficile anche per coloro che sono stati favoriti da speciali manifestazioni della grazia divina. Gesù li rimprovera “per la loro incredulità e durezza di cuore”, tuttavia li sceglie come suoi ministri a dispetto delle loro qualità naturali e delle loro deficienze; “Andate in il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura”.

Devono in primo luogo ripetere il suo messaggio di salvezza, ora che hanno acquistato la piena fede nel Risorto, ne renderanno partecipi tutti i loro simili, senza alcuna eccezione.

La salvezza avviene mediante la fede nel Vangelo e in Gesù con il rito di adesione del Battesimo. Il potere di far miracoli ora è esteso anche ai credenti purchè lo pratichino nel suo nome. Nel momento dell’Ascensione per la prima volta Gesù viene chiamato “Signore”’ Con questo termine si esprime tutta la fede nel Cristo Risorto, nell’ atto appunto di salire al cielo per rivestirsi di quella gloria che gli appartiene come vero Signore dell’universo.

L’Ascensione rappresenta non solo la conclusione naturale e necessaria della missione terrena di Gesù, ma anche il completamento del miracolo di Pasqua, per cui l’uomo‑Dio, Cristo Gesù, già vittorioso nella morte, inizierà ad esercitare il suo potere di giustizia e di pace. Il testo si chiude riferendo l’esecuzione del mandato da parte dei discepoli e i successi della prima predicazione, dovuti soprattutto ad uno speciale intervento dall’alto.

Gli apostoli e i loro collaboratori non sono che strumenti della grazia divina. Colui che dà efficacia e valore alla loro parola è sempre ed esclusivamente “ il Signore Gesù” , che siede ormai “alla destra di Dio”. Egli opera come loro, li sorregge e li fortifica, lungo i secoli. E’ lui che costruisce, mantiene e rafforza la sua chiesa che genera continuamente i figli di Dio.

Vi auguro di vivere ora nella vita il Vangelo “Buona Notizia” che ogni giovedi abbiamo meditato e celebrato.

II Signore Risorto e vivo vi benedica e vi rafforzi nella fede. AMEN.