Catechesi 2015 – Vangelo di Marco, Capitolo 2
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Catechesi 2015 – Vangelo di Marco, Capitolo 3

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L’uomo dalla mano inaridita – La scelta dei dodici – Gesù e Beezelbui – I veri parenti di Gesù

Gesù è ancora alle prese con i farisei, intenti a spiare i suoi movimenti per coglierlo in fallo e screditarlo presso il popolo. Sembra che i farisei abbiano portato essi stessi il malato nella sina­goga, prevedendo che Gesù, come aveva fatto già altre volte, av­rebbe operato la guarigione, nonostante il divieto della legge dei sabato di intervenire con azioni a favore di persone malate, se non nel caso di imminente pericolo di morte. Il malanimo dei farisei è palese: pur di avere una prova in più per agire contro Gesù, restano induriti e cattivi anche di fronte ad un segno prodigioso del cielo. Gesù si rattrista per tanta durezza del loro cuore“.

Costoro sono talmente ciechi e gretti che non riescono ad avere una briciola di pietà neanche per chi soffre, rifiutandosi di fare il bene con la scusa della loro fedeltà alla legge. Gesù non può avvallare questa loro insensibilità, nè cedere alla paura della loro vendetta, perciò “disse all’uomo: -Stendi la mano! – E quello la stese e la sua mano fu risanata”.

Hanno avuto quello che aspettavano e usciti di lì, i farisei tennero consiglio in­sieme agli erodiani per vedere come farlo perire. Quando la politica si mischia alla re­ligione e questa si fa paladina di quella, al­lora si compiono i delitti più atroci. Alla disputa con i farisei, segue la de­scrizione riassuntiva dell’attività di Gesù presso il lago e il successo che ottiene presso le folle che vengono ad ascoltarlo da tutte le parti.

L’ingenua fede popolare spinge quella gente a cercare almeno di toccare il Signore per ottenere un qualunque effetto benefico. In­tanto i demoni erano i primi a riconoscere la dignità di Gesù: ” Tu sei il Figlio di Dio”. Gesù li rimprovera e li zittisce, perchè quando giungerà l’ora, ci penserà lui stesso a manifestarsi con chiarezza.

Al largo successo registrato nel brano precedente fa ora se­guito la scelta di alcuni uomini, che dovranno costituire il nucleo primordiale del nuovo popolo di Dio.

L’episodio mostra come Gesù, volendo assicurare una conti­nuità alla sua opera e, d’altra parte, non potendo contare sulle folli incostanti, dà vita ad una piccola comunità di discepoli fedelissimi, che egli curerà personalmente affinchè siano preparati a svolgere la missione che ha intenzione di affidar loro. Gesù sceglie chi vuole, egli non è legato a nessuna condizione di merito o di qualifica.

I prescelti dovevano essere sempre col Maestro, accompag­nandolo nei suoi spostamenti, e in tal modo rendersi capaci di svol­gere la loro futura missione di predicatori. Il numero dodici è voluto espressamente da Gesù per costituire il nuovo popolo di Dio basato sui dodici apostoli, come già l’antico popolo era basato sui dodici fi­gli di Giacobbe.

Il primo nell’elenco è sempre Simone, a cui Gesù cambia il nome in Pietro, “la roccia” nome che non descrive tanto il carattere del primo apostolo, quanto la funzione che Cristo volle affidargli come fondamento della chiesa.

Il soprannome di figli del tuonoche Gesù dà ai due fratelli Giacomo e Giovanni è dovuto al loro carattere piuttosto impulsivo. Giuda viene citato sempre per ultimo con l’infamante annotazione di “colui che poi lo tradì”:

La scena cambia di nuovo con Gesù che rientra a casa e trova tanta folla che lo aspetta che non può neppure prendere cibo. I suoi parenti vedendo questo genere di vita che Gesù conduce si preoccu­pano per la sua salute fisica e mentale: “è uscito fuori di sè? “.

Ora la sua fama ha varcato i confini della Galilea e perciò al­cuni scribi da Gerusalemme vengono per ascoltarlo e verificare l’au­tenticità e la provenienza soprannaturale o meno della sua dottrina e del suo agire.

Il loro giudizio conclusivo su Gesù è negativo: “E’ posseduto da Beelzebul ” e tutto ciò che compie è opera del demonio. Gesù ri­sponde e si difende con una argomentazione stretta: “Come può Sa­tana scacciare Satana?”.

Se Gesù opera col potere del demonio, com’è allora che scac­cia i demoni stessi? Sarebbe come dire che Satana va contro se stesso! Cosa che è assurda.

Invece quello che Gesù opera è il segno evidente che Satana ha trovato finalmente l’uomo più forte di lui che può penetrare nel suo regno (casa) e legarlo, impedendogli di nuocere ancora.

E’ cosi chiaro e lampante ciò che sta avvenendo per opera di Gesù, che solo dei testardi in malafede non vogliono vederlo e capirlo, mettendosi volutamente contro l’evidenza dei fatti e la forza dello Spirito Santo.

Attribuendo i miracoli di Gesù alle forze del male, essi nega­vano implicitamente la presenza dello Spirito Santo che operava in Gesù, guidandolo alla vittoria contro Satana.

Perciò ai figli degli uomini saranno rimessi tutti i peccati, ma quello contro lo Spirito Santo non sarà rimesso in eterno“, per­ché c’è il ripudio e il misconoscimento dell’opera di Dio.

Vedendo tutta questa ostilità, i parenti di Gesù vorrebbero sot­trarlo alla folla e riportarselo a casa, perciò lo fanno chiamare. Ormai sentono che essi, i parenti, sono divenuti degli estranei, perchè la nuova famiglia di Gesù sono coloro “che fanno la volontà di Dio” Gesù non rinnega i vincoli della parentela, ma vorrebbe stringerli con un legame più profondo.

Nella sua totalità la sentenza sta a dire che l’ubbidienza a Dio deve prevalere su ogni interesse umano, a cui bisogna essere dis­posti a rinunciare, quando esso dovesse essere di ostacolo all’interesse dello Spirito.

 

 

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TEMI DA APPROFONDIRE

  • La chiamata di Dio e la chiamata degli uomini
  • Diventare familiari e parenti di Gesù