Giovedì Santo 2015 – “Come Mosè innalzò il serpente nel deserto…”

Celebrazioni del Triduo: entrare nel mistero della Pasqua.
1 aprile 2015
Sabato Santo: Il silenzio di Dio.
4 aprile 2015
Mostra tutto

Giovedì Santo 2015 – “Come Mosè innalzò il serpente nel deserto…”

«Come Mosè innalzò il serpente nel deserto,

così bisogna che sia innalzato

il Figlio dell’uomo,

perchè chiunque crede in Lui

abbia la vita eterna.» (Gv 3, 14-15)

Eppure con le sue parabole, i suoi insegnamenti, Gesù aveva attirato dietro di sè tanta gente piena di stupore e di simpatia per Lui. Ma Egli sapeva che la vera conversione per essi sarebbe avvenuta solo con il suo ultimo gesto di amore: “Quando sarò innalzato attirerò tutti a me” (Gv 12, 32).

Solo l’amore può convincere, perchè solo l’amore tocca il cuore dove risiede l’ultima ragione dei nostri gesti e dei nostri pensieri. Le minacce, infatti, o i castighi, o le paure di pene toccano la nostra ragione e per un attimo possono spingerci ad un ripensamento, ma non convincono il cuore, il quale si lascia commuovere, coinvolgere, intenerire solo da gesto d’amore, perchè il cuore vive, si nutre non di pensieri ma di sentimenti d’affetto, di dedizioni.

Gesù sa tutto questo perciò sa che solo quando avrà dato il segno di una dedizione totale, di quanto Dio ci ama, capiremo la preziosità della nostra anima per cui il Figlio di Dio ha donato la sua vita.

Allora anche noi, finalmente, spogliati dalla durezza del nostro cuore, ci lasceremo toccare dalla tenerezza di un Dio che non ci minaccia ma vuole dirci che Egli non ha pensieri di sventura, ma solo di infinita misericordia per noi.

Sarà questo che ci spingerà a “volgere lo sguardo verso Colui che è stato trafitto. (Zc 12, 10)