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“Il diavolo si allontanò da lui per ritornare al tempo fissato” – 4° Martedì di Taizè

Nel Cristo del Getsemani, in lotta con l’angoscia, ritroviamo noi stessi quando attraversiamo la notte del dolore lacerante, della solitudine degli amici, del silenzio di Dio. È per questo che Gesù – come è stato detto – «sarà in agonia sino alla fine del mondo: non bisogna dormire fino a quel momento perché egli cerca compagnia e conforto», come ogni sofferente della terra. In lui noi scopriamo anche il nostro volto, quando è rigato dalle lacrime ed è segnato dalla desolazione.

Ma la lotta di Gesù non approda alla tentazione della resa disperata, bensì alla professione di fiducia nel Padre e nel misterioso disegno. Sono le parole del «Padre nostro» che egli ripropone in quell’ora amara: «Pregate per non entrare in tentazione… Non sia fatta la mia, ma la tua volontà!». Ed ecco, allora, apparire l’angelo della consolazione, del sostegno e del conforto che aiuta Gesù e noi a continuare sino alla fine il nostro cammino.

 

Preghiera

Ti sembro lontano, perché sono invisibile, ma non ti dimentico. Fin dall’eternità ho voluto essere Padre della famiglia umana.

Tu non puoi sapere quale amore eterno ho portato a ciascuno di coloro che volevo adottare come figli, nel mio Figlio prediletto.

Come potrei allora dimenticarti un istante, che sei così caro al mio cuore? Se anche un padre dimenticasse i suoi figli, io non potrò mai dimenticarti.

Non ti dimentico mai, e quando non senti nulla della mia vicinanza, hai torto di pensare che sono lontano da te, che sei trascurato.

Non posso dimenticarti, e tutta la mia potenza è a tua disposizione. Tutto quello che posso fare, lo faccio per te, volentieri, con gioia.

Perché credi così poco al mio amore così forte? Io non ti dimentico.