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La Festa della Divina Misericordia

Lo scorso 13 marzo papa Francesco ha annunciato l’indizione di un Anno Santo della Misericordia che inizierà il prossimo 8 dicembre, nel cinquantesimo anniversario della chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II e durerà fino alla festa di Cristo Re, il 20 novembre 2016.  Il Santo Padre ha parlato spesso, durante il suo pontificato, dell’importanza della Misericordia di Dio: «Il messaggio di Gesù è la misericordia. Per me, lo dico umilmente, è il messaggio più forte del Signore», aveva detto nell’omelia a braccio nella chiesa parrocchiale di sant’Anna in Vaticano, quattro giorni dopo essere diventato Papa.

Oggi, prima domenica dopo Pasqua, ricorre la Festa della Divina Misericordia, richiesta dallo stesso Gesù il 22 febbraio 1931 in un’apparizione in Polonia nel Convento di Plok a Suor Faustina Kowalska, a cui affidò il messaggio della Devozione alla Divina Misericordia.

Essa stessa così descrive questa apparizione:

Jesus Divina Misericordiaminiatura«La sera mi trovavo nella mia cella. Vidi il Signore vestito in candida veste. Aveva una mano alzata in atto di benedire; con l’altra toccava la tunica bianca sul petto. Dal petto, per l’apertura della tunica, uscivano due grandi raggi: uno rosso e l’altro bianco. Dopo un istante, Gesù mi disse: “Dipingi un quadro secondo il modello che vedi, e scrivici sotto: Gesù, io confido in Te! Desidero che questa immagine sia venerata nella Vostra Cappella e poi in tutto il mondo. I raggi sull’immagine rappresentano il Sangue e l’Acqua che sgorgano dall’intimo della mia Misericordia sulla Croce, quando il mio Cuore fu aperto dalla Lancia. Il raggio bianco rappresenta l’Acqua che giustifica le Anime; quello rosso, il Sangue che è la vita delle Anime.”»

Gesù, inoltre, domanda, attraverso suor Faustina, che la seconda domenica di Pasqua sia dedicata alla sua Misericordia: «Desidero che la prima domenica dopo Pasqua sia la Festa della mia Misericordia. Figlia mia, parla a tutto il mondo della mia incommensurabile Misericordia! L’Anima che in quel giorno si sarà confessata e comunicata, otterrà piena remissione di colpe e castighi. Desidero che questa Festa si celebri solenne mente in tutta la Chiesa.»

Il 13 giugno 2002, Giovanni Paolo II ha ufficializzato l’applicazione dell’indulgenza alla suddetta domenica che d’ora in poi si chiamerà “Domenica della Divina Misericordia”. Inoltre chiede alle chiese di prepararsi a questa festa della Misericordia con una Novena che incominciava il Venerdì Santo e si conclude alla vigilia della Seconda Domenica di Pasqua. Nello spirito che deve animare il culto della Misericordia, questa novena ha come intenzione “la conversione del mondo intero, affinché ogni anima conosca la Misericordia del Signore e glorifichi l’infinita sua bontà”.

La Festa della Divina Misericordia deve essere un giorno di grazia per tutti gli uomini, poiché Cristo ha legato a questa Festa grandi promesse, di cui la più grande si riferisce alla santa Confessione e alla santa Comunione, ricevendo le quali si ottiene la remissione totale dei peccati e delle pene temporali, cioè si riceve la stessa grazia del Battesimo.

La Divina Misericordia è il dono pasquale che la Chiesa riceve dal Cristo risorto e che offre all’umanità intera che talora sembra smarrita e dominata dal potere del male, dell’egoismo e della paura. Il Signore risorto offre in dono il suo amore che perdona, riconcilia e riapre l’animo alla speranza. In questo contesto è di grande aiuto e consolazione l’invocazione che la Provvidenza ha suggerito attraverso suor Faustina: “Gesù, confido in Te!”. Questo fiducioso abbandono a Gesù fa passare un raggio di luce nella vita di tutti, soprattutto di quelli che sono toccati da varie prove e sofferenze.

(Scarica il libretto per recitare la Coroncina della Divina Misericordia)