Gesù disse a Marta: “Io sono la risurrezione e la vita”
2 aprile 2017
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La folla: dagli “osanna” passa al “sia crocifisso”

L’ingresso di Gesù a Gerusalemme fa entrare anche noi non tanto in Gerusalemme, quanto nella celebrazione degli eventi lì accaduti: la passione e la morte di Gesù. La liturgia ci propone l’ascolto del racconto intero della passione secondo Matteo, così da avere uno sguardo sul mistero della Croce. O meglio, come scrive Paolo (II Lettura), sul mistero di colui che “umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce”. Isaia ne svela il significato (I Lettura): è la verità di accogliere la Parola di Dio, che consente alla vita di Gesù di diventare parola di salvezza, anche attraversando l’esperienza del rifiuto e della morte. Solo in Matteo al morire di Gesù si aprono i sepolcri e “molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono” (27m 52). Nella morte di Gesù, il Figlio obbediente, risorgiamo e riceviamo una vita nuova. Accoglier colui che viene nel nome del Signore, come le folle di Gerusalemme, significa accogliere la vita nuova che egli viene a donarci attraverso l’offerta della propria esistenza.

Fr. Luca Fallica, Comunità SS.ma Trinità, Dumenza