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La Via Crucis: diamo spazio a questa devozione antica.

La “Via Crucis” è un esercizio di pietà, molto amato dai cristiani. Esso ripercorre l’ultimo tratto del cammino fatto da Gesù durante la sua vita terrena, dalla condanna a morte al Calvario fino alla crocifissione, morte e sepoltura.

I primi cristiani, e poi numerosi pellegrini, si recavano a Gerusalemme per venerare la via dolorosa di Gesù. Non potendo però recarsi nella Giudea, si introdusse in Occidente l’usanza di commemorare la Passione del Redentore percorrendo un dato cammino e soffermandosi dinanzi alle varie rappresentazioni (14 “stazioni”).

Storicamente, la pratica della “Via Crucis” risale al Medio Evo inoltrato. San Bernardo di Chiaravalle, San Francesco d’Assisi e San Bonaventura da Bagnoregio, prepararono il terreno su cui sarebbe sorto il pio esercizio. Nella sua forma attuale è attestata nella prima metà del secolo XVII in Spagna, soprattutto in ambienti francescani, successivamente in Italia.

Qui incontrò un convinto ed efficace propagatore in San Leonardo da Porto Maurizio, frate minore: egli eresse oltre 572 “Via Crucis”, delle quali è rimasta famosa quella eretta nel Colosseo, su richiesto di papa Benedetto XIV, il 27 dicembre 1750.

Partecipando alla “Via Crucis”, ogni cristiano si unisce alla Passione di Cristo e, restando sotto la sua Croce come la Madre e il Discepolo, accoglie le ultime parole di Gesù e il dono della sua vita per la salvezza del mondo.

 

Mons. Giuseppe Greco