San Biagio Vescovo e Martire

Il sangue dei martiri è il seme della Chiesa.

Nonostante ci siano pervenute poche notizie biografiche riguardo il santo (in quanto i primi racconti sui martiri furono tramandati oralmente e successivamente riportati in raccolte agiografiche) sappiamo che San Biagio nacque e visse tra il III e IV secolo d.C. a Sebaste, in Armenia (Asia Minore), dove esercitava la professione di medico.

Nominato vescovo della città, durante la persecuzione di Licinio fuggì da Sebaste e si rifugiò in una grotta sui monti, dove continuò in segreto il suo servizio pastorale, operando anche miracoli; tra questi, in modo particolare, si ricorda quello per cui è maggiormente conosciuto, ossia la guarigione di un ragazzo da una lisca di pesce conficcata nella trachea. Scoperto, fu imprigionato e processato dai Romani, ma rifiutò di abiurare la fede cristiana. Gli venne, perciò, strappata la carne con pettini di ferro, simili a quelli usati per cardare la lana. Straziato dai dolori, subì il martirio tramite decapitazione il 3 febbraio 316.

Sepolto in un primo momento nella cattedrale di Sebaste, nel 732 d.C. alcune reliquie del santo vennero inviate a Roma in un’urna di marmo. La navigazione verso la capitale venne però interrotta da una tempesta che costrinse il convoglio a fermarsi sulle coste di Maratea, in Basilicata, dove i resti del santo (“sacro torace” e altre parti del corpo) furono accolti calorosamente dai fedeli locali, che li conservarono in una chiesette che successivamente diventerà la Basilica di Maratea, sul Monte San Biagio.

Si racconta che le pareti della Basilica, e più avanti anche la statua a lui eretta nel 1963 in cima alla Basilica, stillarono una specie di liquido giallastro che i fedeli raccolsero e usarono per curare i malati. Papa Pio IV nel 1563, allora vescovo, riconobbe tale liquido come “manna celeste”.

San Biagio fa parte dei quattordici cosiddetti santi ausiliatori, ossia, quei santi invocati per la guarigione di mali particolari. Venerato in moltissime città e località italiane, delle quali, di molte, è anche il santo patrono, viene festeggiato il 3 febbraio in quasi tutta la penisola italica. È tradizione introdurre, nel mezzo della celebrazione liturgica, una speciale benedizione alle “gole” dei fedeli, impartita dal parroco incrociando due candele.

San Biagio Vescovo e Martire