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San Nicola, vescovo di Mira

Patrono degli avvocati, dei droghieri e della città di Bari

Pur essendo uno dei santi più venerati di tutta le cristianità, le notizie su san Nicola di Bari sono frammentarie. Nato probabilmente in Asia Minore, sin da bambino è amante del digiuno e della penitenza e dà segni di attaccamento alle virtù della carità e della castità. Divenuto adulto continua a vivere rigorosamente i consigli evangelici e utilizza il suo ricco patrimonio a favore dei poveri. Intorno all’anno 300, essendo morto il vescovo di Mira, i vescovi dei dintorni si riuniscono per individuare il nuovo vescovo. Quella notte uno di loro ha una rivelazione in sogno: avrebbero dovuto eleggere il giovane che per primo all’alba sarebbe entrato in chiesa: il suo nome era Nicola. I vescovi durante la notte continuarono a pregare. All’alba la porta si apre ed entra Nicola. Il vescovo che aveva avuto la visione gli si avvicina e, dopo avergli chiesto come si chiami, lo spinge al centro dell’assemblea e lo presenta agli astanti. Tutti sono concordi nell’eleggerlo e nel consacrarlo seduta state vescovo di Mira.

Qui, dopo alcune leggende, compie un miracolo dopo l’altro: strappa miracolosamente tra ufficiali al supplizio; preserva Mira da una carestia, ma si racconta anche che abbia placato una tempesta in mare e risuscitato tre giovani uccisi da un oste rapinatore, e ancora che il Santo abbia fatto cadere dalla finestra tre sacchetti di monete d’oro in casa di tre fanciulle che il padrone pensava di costringere alla prostituzione, non avendo soldi per darle in matrimonio. Ha sofferto per la fede nelle ultime persecuzioni antecedenti Costantino ed è intervenuto nel 325 al Concilio di Nicea.

Con ogni probabilità il Santo muore il 6 dicembre in un anno molto prossimo al 335. Come della sua nascita, anche della sua morte non si sa nulla.

Sappiamo però che, oltre sette secoli dopo la sua morte, Nicola di Mira diventa “Nicola di Bari”: settantadue marinai baresi, sbarcati in Asia Minore, arrivano al sepolcro di Nicola e si impadroniscono dei suoi resti, che il 9 maggio 1087 giungono a Bari accolti in trionfo: ora la città ha un suo patrono.