«Giovani, non vergognatevi di pregare con il rosario»
6 maggio 2015
Catechesi 2015 – Vangelo di Marco: Capitolo 15
8 maggio 2015
Mostra tutto

Supplica alla Madonna di Pompei: l’«Ora del mondo».

La “Supplica alla Regina del Santo Rosario” di Pompei è una preghiera composta nel 1883 dal Beato Bartolo Longo, fondatore del Santuario di Pompei e delle Opere di Carità ad esso annesse.

Bartolo Longo, avvocato, originario di Latiano (BR), giunse a Pompei nel 1872, come amministratore delle proprietà della Contessa Marianna Farnararo, vedova del Conte Albenzio De Fusco.

Qui il giovane avvocato si convertì al cattolicesimo e si dedicò allasantuario pompei diffusione del culto della Vergine Maria e della recita del Rosario. Così cominciò la sua straordinaria opera di catechizzazione dei contadini, insegnando loro a leggere e scrivere con le preghiere, ristrutturò la chiesetta parrocchiale del Santissimo Salvatore e cominciò a costruire, su consiglio del Vescovo di Nola, una nuova Chiesa dedicata alla Madonna del Rosario. Intorno al nascente Santuario, Longo fondò numerose opere sociali che avrebbero dato accoglienza agli ultimi della società, soprattutto bambini e adolescenti orfani o abbandonati, o figli di carcerati.

Il 13 novembre del 1875 giunse a Pompei la prodigiosa immagine della Vergine del Rosario. Da Napoli e, poi, via via da tutto il mondo, cominciarono a giungere offerte per la costruzione del nascente Santuario. Nel frattempo Bartolo Longo cominciò a diffondere preghiere e pie devozioni, componendo, poi, nel 1883, anche la Supplica.

Inizialmente la preghiera fu intitolata “Atto d’amore alla Vergine” poi cambiato in “Supplica alla potente Regina del SS.mo Rosario di Pompei”. Il testo ha avuto nel tempo vari ritocchi, prima della formula attuale.

pompei3La Supplica viene recitata solennemente due volte l’anno, l’8 maggio e la prima domenica di ottobre. L’8 maggio del 1915, la preghiera fa il suo ingresso in Vaticano: alle 12.00 di quel giorno, Benedetto XV e i dignitari vaticani la recitarono nella cappella Paolina. Da allora la tradizione è continuata con i Pontefici successivi.

Il Beato definì la Supplica “Ora del Mondo” in ragione del fatto che, contemporaneamente, in diverse parti della terra, milioni di fedeli si ritrovano per recitarla. La Supplica, negli anni, è stata, infatti, tradotta in decine di lingue, dall’inglese al russo, dall’armeno all’urdu, dal maltese al tamil.

(E’ possibile scaricare da qui il libretto con il testo completo della Supplica)